Gli aiuti di Mistral: «Più dei doni conta il calore umano»

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I volontari dell' associazione portano pacchi nelle case di chi ha bisogno, spesso persone sole o in difficoltà economica.

Dal Resto del Carlino (ed.Ravenna)

Consegnare un cesto significa, per i volontari di Mistral, essere riusciti a dare un aiuto concreto a una persona, a una famiglia, ma è anche la condivisione di un momento, lo scambio di due chiacchiere con qualcuno che spesso trascorrerà da solo le festività. Lo assicura Flavia Sansoni, segretaria generale dell' associazione della Protezione civile impegnata a 360 gradi nell' emergenza e ovunque ci sia necessità di aiuto. Per capire l' entità del lavoro dell' associazione basta uno sguardo veloce ai dati: nei primi tre mesi di lockdown le ore di servizio dell'associazione sono state quasi 9000. «Quella di consegnare i pacchi, o i cesti durante il periodo natalizio - spiega - è un' attività che facciamo da tanti anni. Si tratta di persone e famiglie silenti, nel senso che spesso sono difficili da indivuduare, si vergognano a chiedere aiuto seguendo i canali ufficiali, o magari sono proprio al limite dell' indigenza. Spesso sono persone sole che vedono nell' arrivo della nostra squadra soprattutto un' occasione per vedere qualcuno, per scambiare due chiacchiere e un sorriso. Ovviamente con tutte le cautele del caso. C' è chi ha perso il lavoro, chi è rimasto senza nessuno che possa prendersi cura di lui. Nei giorni prima di Natale quindi le squadre sono state impegnate anche su questo fronte». Spesso da un anno all' altro le famiglie cambiano, perché l' obiettivo, spiega Sansoni, è di aiutarle fintanto che non riescono a cavarsela da sole. «A volte è anche per dare un po' di conforto - prosegue - come nel caso di una persona che vive da sola, non ha più parenti e che, quando sono arrivati i volontati con pudore ha fatto vedere il frigo vuoto. 'Finalmente ora sento il Natale', ha poi aggiunto. Tra quelli che abbiamo aiutato c' è anche una coppia di anziani. In realtà si erano rivolti a noi, la prima volta, per segnalare una famiglia con tre bambini che conoscevano e che si trovava in gravi difficoltà. Siamo intervenuti e ci siamo accorti che anche i due anziani avevano bisogno». Sono diversi i canali attraverso i quali Mistral viene a conoscenza di queste situazioni, a volte è la circostrizione a segnalarle, altre volte sono i vicini di casa di chi è in difficoltà a chiamare. «Nei giorni - racconta Flavia Sansoni - ci ha portato dei pacchi da regalare un signore a cui avevamo dato una mano in passato. Ci ha detto 'mi avete aiutato quando avevo bisogno, ora tocca a me»

 

 

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